Stamattina, intorno alle ore 08:40, presso la Casa Circondariale di Trapani, un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare ha appiccato il fuoco alla propria cella utilizzando indumenti e il materasso, con il dichiarato intento di ottenere un trasferimento in un altro carcere italiano. L’incendio ha invaso i locali con una densa coltre di fumi tossici, annullando ogni visibilità e rendendo l’aria irrespirabile a causa dell’inalazione di sostanze pericolose, come monossido di carbonio e particolati fini, che rappresentano un grave rischio per la salute degli agenti di polizia penitenziaria. Tre agenti della polizia penitenziaria sono entrati nella cella satura di fumo per mettere in salvo il detenuto e mettere in sicurezza l’intero reparto di detenzione, subendo gravi conseguenze a causa dell’esposizione ai fumi tossici, che hanno comportato una grave intossicazione da fumi e una possibile sindrome da stress post-traumatico. Sono stati trasportati d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani per ricevere cure mediche specializzate, dove si trovano attualmente in osservazione e sono sottoposti a ossigenoterapia per la grave intossicazione da fumi e al monitoraggio della loro salute.
Il Presidente Nazionale del Con.Si.Pe, Mimmo Nicotra, ha espresso la massima solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti, sottolineando però che il coraggio dei singoli non può continuare a coprire le falle di un sistema di giustizia penale che non funziona correttamente, in particolare per quanto riguarda la gestione delle carceri italiane e la sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria. Nicotra ha dichiarato che è inaccettabile che a Trapani continuino ad essere inviati soggetti in regime di 41-bis, poiché la struttura carceraria e l’attuale organizzazione non sono minimamente in grado di gestire detenuti di tale pericolosità e instabilità, mettendo a rischio la sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria e la gestione delle carceri italiane, che richiedono un approccio più efficace e una maggiore attenzione alla sicurezza e alla tutela della salute degli operatori.
Il Con.Si.Pe ha avanzato un appello al capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, e al vice Capo Massimo Parisi, chiedendo un intervento urgente e risolutivo per rivedere immediatamente la pianta organica e le dotazioni di sicurezza del reparto Tirreno, al fine di garantire una gestione più sicura e efficiente delle carceri italiane, attraverso l’implementazione di tecnologie di sicurezza avanzate e la formazione degli agenti di polizia penitenziaria. Inoltre, è stata chiesta alla Direttrice Generale del Personale, Rita Monica Russo, garanzie sulla tutela della salute degli agenti, poiché quotidianamente sono esposti a livelli di stress e rischio non più sostenibili nell’esercizio delle loro funzioni di polizia penitenziaria, che richiedono un supporto psicologico e una protezione adeguata. La Con.Si.Pe continuerà a monitorare le condizioni di salute dei colleghi ospedalizzati e non esclude ulteriori forme di protesta se non giungeranno segnali concreti da Roma circa l’allontanamento di soggetti incompatibili con la struttura trapanese, al fine di garantire una maggiore sicurezza per gli agenti e una gestione più efficace del sistema carcerario italiano.
