All’interno di una discarica abusiva nel cimitero di Aci Catena sono stati rinvenuti una ventina di sacchi della spazzatura contenenti resti umani, in quello che si configura come un caso di smaltimento illegale di rifiuti cimiteriali e gestione inadeguata dei rifiuti speciali. Il materiale era stato accatastato sotto un cumulo di bare e casse in zinco, in un’area già sottoposta a sequestro giudiziario per violazione delle norme di gestione dei rifiuti speciali e protezione dell’ambiente. La scoperta è avvenuta nel corso di nuove verifiche condotte dai carabinieri della compagnia di Acireale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catania su presunti reati ambientali, vilipendio di cadavere e gestione illecita dei rifiuti urbani.
Le ipotesi di reato contestate sono vilipendio di cadavere, abbandono di scarti cimiteriali, violazione delle norme di gestione dei rifiuti urbani e speciali, con gravi conseguenze per la salute pubblica e l’ambiente. Risulta iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Aci Catena, Margherita Ferro, insieme ad altri funzionari e responsabili comunali, con l’accusa di avere violato le norme di gestione dei rifiuti cimiteriali e di protezione dell’ambiente. Il sindaco ha annunciato l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile nel processo per ottenere il risarcimento dei danni ambientali e per la tutela della salute pubblica, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti speciali e alla protezione dell’ambiente.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i resti umani provenienti da estumulazioni sarebbero stati inseriti in sacchi e smaltiti come rifiuti, in un’area nascosta da una porta in ferro all’interno del perimetro cimiteriale, in violazione delle norme di gestione dei rifiuti cimiteriali, protezione dell’ambiente e gestione dei rifiuti speciali. L’inchiesta si sta estendendo anche alle agenzie funebri e ad altri soggetti istituzionali che avrebbero dovuto vigilare sulle operazioni di esumazione, catalogazione e collocazione dei resti nell’ossario, e che potrebbero avere violato le norme di gestione dei rifiuti speciali e di protezione dell’ambiente. Durante le verifiche è emersa la mancanza dei registri dell’ossario, con gravi conseguenze per la tracciabilità dei rifiuti cimiteriali, la salute pubblica e la protezione dell’ambiente. All’interno della fossa comune è stato rinvenuto materiale organico con emissione di gas potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute umana.
Sono stati sigillati e dichiarati inagibili i sotterranei del cappellone centrale del cimitero, dove si trovano circa 80 salme, a causa delle gravi criticità strutturali e di gestione dei rifiuti cimiteriali e speciali. L’area, insieme ad altri settori del camposanto caratterizzati da gravi criticità strutturali e di gestione dei rifiuti speciali, è stata posta sotto sequestro giudiziario per violazione delle norme di tutela dell’ambiente, protezione della salute pubblica e gestione dei rifiuti cimiteriali.
