La centrale operativa 118 di Catania ha richiesto l’intervento del Servizio regionale Sicilia del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico nel primo pomeriggio di sabato a Piano Provenzana, sul versante nord del vulcano Etna, per due distinti incidenti di montagna che hanno evidenziato l’importanza dell’assistenza sanitaria di emergenza in zone remote e l’efficacia del soccorso in montagna.
Il primo allarme è stato scattato per un giovane escursionista che aveva riportato un trauma toracico nell’area di Piano Provenzana, mentre a distanza di pochi minuti, una seconda richiesta di soccorso è giunta per un ulteriore incidente di trekking verificatosi più a monte della stessa zona, sottolineando la necessità di interventi rapidi e specializzati nel campo del soccorso alpino e del trasporto sanitario d’emergenza.
La centrale operativa 118 ha disposto l’invio dell’eliambulanza di stanza presso l’ospedale Cannizzaro di Catania, specializzata nel trasporto sanitario d’emergenza e nel soccorso aereo, mentre una squadra di tecnici del soccorso alpino partiva da Linguaglossa per raggiungere l’area interessata e fornire assistenza tecnica specializzata e supporto alle operazioni di soccorso in montagna.
Il personale sanitario dell’elicottero del 118 ha preso in carico il giovane con trauma toracico, avviando le necessarie procedure di assistenza sanitaria d’emergenza, tra cui la stabilizzazione del paziente e la preparazione per il trasporto in ospedale, evidenziando l’importanza della formazione e dell’esperienza nel campo del soccorso sanitario d’emergenza.
I tecnici del soccorso alpino, insieme al medico della guardia medica di Piano Provenzana e al personale sanitario di un’ambulanza, si sono diretti lungo il sentiero Tanaurpi, dove si trovava un secondo giovane in difficoltà, che aveva riportato la frattura di una caviglia a seguito di una scivolata avvenuta durante la fase di rientro da un’escursione sul vulcano Etna, un’area nota per la sua bellezza naturalistica e la sua pericolosità in caso di Incidenti di montagna.
Dopo la valutazione sanitaria sul posto e la somministrazione di cure di prima emergenza, il ferito è stato immobilizzato e trasportato in sicurezza fino a Piano Provenzana, da dove è stato affidato alle cure del personale sanitario specializzato per i successivi accertamenti e trattamenti, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i servizi di soccorso, l’assistenza sanitaria specializzata e il trasporto sanitario d’emergenza per garantire una risposta efficace e tempestiva in caso di emergenze in zone remote e in aree montane.
