QUANDO I GIORNALISTI VENGONO PRESI DI MIRA/ SPECIALE Pippo Fava, direttore della rivista 'I siciliani', ucciso in un agguato mafioso il 5 gennaio del 1984. ANSA / LI
Il 5 gennaio 1984, a Catania, il noto giornalista, scrittore e fondatore de “I Siciliani” Pippo Fava fu barbaramente ucciso dalla mafia siciliana. Oggi si celebra il 42esimo anniversario di questo tragico evento, che resta un esempio emblematico della lotta per la libertà di stampa e il giornalismo indipendente. Assostampa Sicilia e la sezione provinciale di Catania lo ricordano come un modello di giornalismo libero, rigoroso e coraggioso, capace di denunciare i legami pericolosi tra mafia, affari illeciti e potere politico. La sua attività giornalistica resta una lezione sempre attuale per le nuove generazioni di giornalisti investigativi.
Una delegazione del sindacato unitario dei giornalisti parteciperà oggi alla commemorazione davanti alla lapide che ricorda l’omicidio di Pippo Fava, dove il giornalista è stato brutalmente ucciso dalla criminalità organizzata. La delegazione sarà guidata dal vicesegretario regionale e dalla segretaria provinciale di Catania. Questa occasione rappresenta un’opportunità per riflettere sui tanti tentativi di limitare la libertà di stampa e la libertà di informazione, e perché difendere il diritto dei cittadini ad essere informati significa onorare fino in fondo l’eredità di Pippo Fava e tutelare la democrazia e il diritto all’informazione.
