Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, ha pubblicato sui propri profili social una dichiarazione in cui afferma di aver preso atto delle parole dell’onorevole Nino Minardo e di stare valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, promettendo di comunicarle a breve. Le parole di Minardo, commissario regionale di Forza Italia, hanno richiesto un cambiamento, senza precisare i termini del rinnovamento, alimentando le ipotesi di dimissioni anticipate da parte di Schifani e di una possibile ricandidatura nel 2027.
Durante la notte, secondo le informazioni disponibili, Schifani avrebbe convocato i suoi più stretti collaboratori, mantenendo conversazioni telefoniche con Minardo e successivamente con Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia. Tajani avrebbe cercato di contenere le dimissioni anticipate di Schifani per evitare un voto anticipato che potrebbe compromettere la coesione del centrodestra siciliano e avere ripercussioni a livello nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata segnalata come interessata all’evoluzione della crisi del centrodestra in Sicilia.
Il caso giudiziario che coinvolge Gaetano Armao, figura di spicco nella Regione dal periodo di Raffaele Lombardo, rappresenta l’ultimo di una serie di indagini che hanno colpito il centrodestra siciliano. Armao rischia l’arresto per corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Palermo. Le indagini hanno evidenziato il ruolo di Armao come possibile sostituto dei vertici politici, con la capacità di influenzare decisioni amministrative, come dimostrato dal blocco di un decreto assessoriale.
