Il piano di reclutamento della Regione Siciliana per il triennio 2026‑2028 prevede 724 assunzioni in più rispetto alle previsioni iniziali, portando il totale dei posti disponibili a 3.641, contro i 2.917 originariamente stimati. L’aumento è contenuto nel nuovo Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), approvato dalla giunta su proposta del presidente della Regione, Renato Schifani, e deriva dall’addendum all’Accordo del 2023 per il ripiano del disavanzo, sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La modifica dell’articolo 10 innalza il turnover dal 100 % al 125 % dei risparmi da cessazione dal servizio, consentendo di ridurre il divario tra la dotazione organica e il personale effettivamente in attività.
L’incremento prevede 673 assunzioni aggiuntive per il comparto non dirigenziale e, una volta approvato il disegno di legge sulla riforma della dirigenza in esame all’Ars, 51 per la dirigenza nel triennio. Nel 2026 le assunzioni autorizzate passeranno da 366 a 457, con 91 posti in più; nel 2027 il contingente salirà da 1.210 a 1.511 unità, aggiungendo 301 risorse; nel 2028 le coperture previste cresceranno da 1.128 a 1.409, con 281 ulteriori assunzioni.
Per la copertura dei posti, l’amministrazione utilizzerà in via prioritaria lo scorrimento delle graduatorie ancora capienti dei concorsi banditi nel 2025, in particolare per i profili di controllo di gestione, economico‑finanziario, tecnico e per i beni culturali, affiancandoli a nuovi concorsi pubblici e percorsi di progressione verticale dedicati al personale interno. Sul fronte della dirigenza, le risorse finanziarie sbloccate consentiranno di avviare già nel 2026 una procedura concorsuale per l’immissione in ruolo di 229 nuovi dirigenti a tempo indeterminato.
Il Corpo forestale della Regione Siciliana sarà rafforzato con 242 assunzioni dall’esterno nel triennio: nel 2026 si procederà con lo scorrimento di graduatoria per 112 agenti forestali, mentre per le annualità successive sono programmati concorsi per l’ingresso di 60 commissari nel 2027 e di 70 ispettori nel 2028, oltre a 80 progressioni verticali riservate ai sovrintendenti.
La rimodulazione del Piano è ora sottoposta al vaglio della Corte dei Conti, che a maggio aveva già dato il via libera alla prima versione.
