I risultati parziali del referendum costituzionale in Sicilia mostrano una prevalenza schiacciante del NO in tutte le città principali della regione, con una chiara tendenza verso il voto contrario alla riforma costituzionale italiana. A Palermo, con 590 sezioni scrutinate su 600, il NO raggiunge il 68,96% mentre il SI’ si attesta al 31,04%, segnando una netta distanza tra le due opzioni e confermando la tendenza regionale del voto referendario.
A Catania, con 251 sezioni scrutinate su 336, il NO ottiene il 63,43% e il SI’ il 36,57%, confermando la tendenza alla scelta del NO nel voto referendario costituzionale, in linea con le previsioni degli analisti politici. A Messina, con 224 sezioni scrutinate su 253, il NO si attesta al 58,97% e il SI’ al 41,03%, mentre a Ragusa, con 59 sezioni scrutinate su 71, il NO raggiunge il 63,40% e il SI’ il 36,60%, evidenziando una preferenza per il NO nel referendum costituzionale italiano.
Anche a Enna, dove sono state scrutinate tutte le sezioni, il NO vince con il 65,63% contro il 34,37% del SI’, confermando la tendenza regionale e nazionale nel voto referendario. Ad Agrigento, con 431 sezioni scrutinate su 512, il NO è al 60,31% e il SI’ al 39,69%, segnalando una prevalenza del NO nella provincia e rafforzando la posizione dei sostenitori del NO nel referendum costituzionale.
A Caltanissetta, con 39 sezioni scrutinate su 56, il NO è al 57,53% e il SI’ al 42,47%, mostrando una sostanziale concordanza con i risultati degli altri comuni siciliani e confermando la tendenza regionale nel voto referendario. A Trapani, con 47 sezioni scrutinate su 67, il NO è al 59,09% e il SI’ al 40,91%, mentre a Siracusa, con 92 sezioni scrutinate su 123, il NO ottiene il 64,91% e il SI’ il 35,09%, confermando la tendenza regionale verso il voto contrario alla riforma costituzionale italiana.
Questi risultati parziali mostrano una netta prevalenza del NO in tutte le città siciliane, sottolineando una chiara posizione dei cittadini siciliani nel referendum costituzionale e confermando le previsioni degli esperti di politica italiana. La partecipazione al voto referendario è stata alta in tutta la regione, con un’affluenza alle urne che ha superato le aspettative, dimostrando l’interesse e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale politico.
