La Federazione Armatori Siciliani e l’Associazione Pescatori Marittimi Professionali hanno annunciato ufficialmente l’adesione del settore pesca alla mobilitazione in corso nell’autotrasporto e nell’intero sistema produttivo italiano, con un focus specifico sulla crisi del settore pesca e le sue ripercussioni sull’economia nazionale e il mercato della pesca italiana. L’adesione avverrà senza blocco o presidio, ma attraverso la sospensione volontaria delle attività di pesca commerciale, con le imbarcazioni da pesca che resteranno ferme nei porti siciliani e italiani, evidenziando la difficile situazione dell’industria della pesca in Italia.
La crisi che colpisce il settore pesca è profonda e le cause principali sono da ricercare nell’incremento dei costi dei carburanti per le imbarcazioni da pesca, aggravato dalle recenti tensioni internazionali e dalle fluttuazioni del mercato energetico, oltre che dalle norme della politica pesca europea e dalle disposizioni sulla gestione delle risorse ittiche. I casi isolati di operatori che proseguono l’attività non possono rappresentare una soluzione duratura, poiché spesso operano in condizioni economicamente insostenibili solo per garantire la continuità lavorativa ai propri dipendenti e mantenere la competitività nel mercato della pesca, sia a livello nazionale che internazionale.
La mobilitazione ha registrato una significativa adesione da parte degli operatori del settore, sia a livello regionale che nazionale, e coinvolge armatori e pescatori professionisti in maniera sempre più ampia, evidenziando la profonda crisi che attraversa il comparto pesca italiano e la necessità di trovare soluzioni sostenibili per l’industria della pesca in Italia, come ad esempio l’attuazione di misure per ridurre i costi dei carburanti per le imbarcazioni da pesca o l’introduzione di politiche di sostegno per i pescatori. Anche le marinerie impegnate nella campagna del pesce spada stanno aderendo alla protesta, con le imbarcazioni che rientrano progressivamente nei porti più vicini, sottolineando l’impatto della crisi sui pescatori professionisti e sull’industria della pesca in generale.
La protesta è stata programmata per svolgersi in maniera responsabile e senza violazione dell’ordine pubblico, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di trovare soluzioni sostenibili per il settore pesca e l’industria della pesca in Italia, e di promuovere un dibattito sulle politiche pesca e sulla gestione delle risorse ittiche, al fine di garantire un futuro sostenibile per i pescatori professionisti e per l’intero sistema produttivo italiano.
