La presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi, ha sottolineato la continuità industriale della regione siciliana, che si traduce in lavoro, investimenti e capacità di innovare nel settore dell’industria tecnologica e della biochimica, grazie all’applicazione di tecnologie avanzate e alla ricerca scientifica. Durante la centesima assemblea dell’associazione, svoltasi al Conservatorio Vincenzo Bellini, un evento che rappresenta un importante momento di riflessione sull’economia locale e sul ruolo delle imprese nell’innovazione tecnologica e nella ricerca scientifica, la presidente ha evidenziato come Catania sia oggi la prima provincia siciliana per depositi di brevetto, con quasi cento nel solo 2025, e come gli imprenditori abbiano già in campo 4 miliardi di euro di nuovi investimenti, dai settori tradizionali come la logistica e l’energia rinnovabile, a quelli più avanzati come la tecnologia digitale e la ricerca scientifica applicata.
La presidente ha inoltre sottolineato come il “Made in Confindustria Catania” si caratterizzi per impianti in crescita, laboratori che sperimentano e filiere che si rafforzano, grazie anche al funzionamento di porto, aeroporto e ferrovia, che rappresentano una delle principali infrastrutture per il trasporto e la logistica nella regione, e che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico sostenibile e nella competitività delle imprese locali, favorendo l’utilizzo di strategie di marketing digitale e l’adozione di tecnologie avanzate. Ogni euro investito in infrastrutture, ha aggiunto, si traduce in sviluppo reale e attrattività nel Mediterraneo, aumentando la competitità delle imprese locali e promuovendo lo sviluppo economico sostenibile e la crescita delle start-up e delle piccole e medie imprese nella regione, grazie anche all’applicazione della Strategia per le Isole adottata dalla Commissione.
Nel corso dei due anni di presidenza, Busi Ferruzzi ha lavorato a stretto contatto con le istituzioni locali, come il governatore Renato Schifani, il sindaco Enrico Trantino e il rettore Enrico Foti, con i quali condivide l’obiettivo di portare progetti di qualità nella regione, promuovendo l’innovazione e la ricerca nel settore dell’industria e della tecnologia, e che si concentrano sull’attuazione della Strategia per le Isole, che riconosce ufficialmente l’insularità come condizione che può pesare fino a sette punti di Pil, influenzando lo sviluppo economico e la competitività delle imprese locali. La presidente ha sottolineato come la solidità delle imprese si misuri sulla loro capacità di innovare e di restare radicate nel territorio, come dimostrano le imprese centenarie che hanno superato crisi e cambi di mercato restando responsabili verso le proprie radici e le persone, e che rappresentano un modello di successo per le start-up e le piccole e medie imprese della regione, che si avvalgono di tecnologie avanzate e di strategie di marketing digitale per affermarsi nel mercato e contribuire allo sviluppo economico sostenibile della regione siciliana.
Il libro “La forza delle imprese”, pubblicato in occasione del centenario, racconta questa storia industriale che continua a produrre valore e lavoro per Catania, e che è un esempio di come l’industria e la tecnologia possano contribuire allo sviluppo economico sostenibile della regione siciliana e alla crescita del settore dell’industria tecnologica e della biochimica, grazie all’applicazione di tecnologie avanzate e alla ricerca scientifica, e rappresenta un importante strumento per promuovere l’innovazione e la competitività delle imprese locali nel mercato globale.
