Il sindaco Enrico Trantino ha fornito chiarimenti sulla questione relativa al cantiere di costruzione della pista ciclabile sul Passiaturi, affermando che la direttiva originale prevedeva un percorso diverso per la ciclovia. Secondo quanto dichiarato, la pista ciclabile che proviene da viale Africa doveva attraversare viale Libertà, percorrere Corso Martiri, girare su via De Nicola e ricongiungersi a quella già esistente che parte da via Marchese di Casalotto, garantendo così una maggiore sicurezza stradale per i ciclisti e una migliore integrazione con le aree pedonali. Non è stato mai autorizzato il tracciamento sul Passiaturi, soprattutto considerando che le biciclette sono già autorizzate a percorrere tutte le zone a traffico limitato e le aree pedonali, in linea con le norme sulla mobilità sostenibile.
La causa dell’errore sarebbe da attribuire alla pressione sugli uffici comunali dovuta alla sovrapposizione di scadenze fissate al 30 giugno, che ha generato un “corto circuito” nella catena di comando e nella gestione dei progetti di urbanistica. Il sindaco ha precisato che l’amministrazione si era già mossa per rimediare all’errore, sollecitando l’ordine di ripristinare lo stato precedente dei luoghi prima che le proteste della cittadinanza e delle associazioni ambientaliste diventassero pubbliche, sottolineando l’importanza della trasparenza e della partecipazione pubblica nella pianificazione urbanistica.
La vicenda è emersa quando la Soprintendenza ha firmato un provvedimento di sospensione immediata dei lavori di costruzione della pista ciclabile, poiché gli operai avevano iniziato a tracciare la segnaletica orizzontale della nuova ciclovia direttamente sui marciapiedi storici del Passiaturi, senza il necessario permesso di costruire e in assenza di un progetto definitivo di mobilità ciclabile per quell’area specifica. L’intervento ha sollevato un’ondata di indignazione tra i cittadini e le associazioni ambientaliste, che hanno sottolineato la necessità di proteggere il patrimonio storico e culturale della città e di promuovere una mobilità più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
