Il primo bacino del porto di Riposto è stato finalmente sbloccato dopo una lunga situazione di stallo, grazie all’avvio degli interventi di rimozione delle cosiddette “opere morte”, come ponteggi e detriti, che da tempo compromettevano la sicurezza e la funzionalità dell’area portuale, oltre a rappresentare un problema di inquinamento ambientale e gestione dei rifiuti. La mattinata odierna ha segnato un passaggio cruciale con una ricognizione preparatoria volta a definire il cronoprogramma dei lavori di bonifica e messa in sicurezza del porto, fondamentali per il ripristino dell’area e la possibilità di offrire un rifugio ai pescatori locali a causa della parziale inagibilità del molo foraneo, che sta limitando l’attività di pesca sostenibile nella zona.
La presenza dei rappresentanti del dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana, incaricati della programmazione degli interventi tecnici di rimozione dei rifiuti e delle strutture abbandonate, ha garantito una precisa pianificazione degli interventi di pulizia e di risanamento ambientale, in linea con le norme di tutela dell’ambiente marino e le politiche di sostenibilità ambientale. Il formale dissequestro dell’area, ufficializzato durante l’incontro e la consegna dei lavori, è stato un elemento determinante per lo sblocco del cantiere e l’avvio dei lavori di demolizione e smaltimento dei materiali, che saranno trasferiti in un’area di stoccaggio temporaneo per la gestione dei rifiuti e la protezione dell’ecosistema marino.
Il temporaneo dissequestro subordinato all’esecuzione della bonifica rappresenta l’atto formale preliminare per la messa in sicurezza del primo bacino e la possibilità di offrire un rifugio ai pescatori locali, garantendo la sicurezza e la fruizione dell’area portuale, in linea con le esigenze di una gestione sostenibile del patrimonio ittico e della tutela dell’ambiente marino. Con la consegna dei lavori alla ditta appaltatrice, a breve tutti i materiali verranno trasferiti in località Archi, in un’area del Comune per lo stoccaggio temporaneo dei manufatti, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità delle acque del porto di Riposto, in ottemperanza alle norme di gestione ambientale e alle politiche di sviluppo sostenibile.
L’evolversi della vicenda è stato seguito con attenzione dal deputato regionale del Mpa, Santo Primavera, che ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando come la rimozione dei detriti e il ripristino del decoro nel primo bacino siano “obiettivi prioritari per restituire alla cittadinanza, si spera in tempi brevi, e agli operatori portuali uno spazio sicuro e fruibile, garantendo lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente marino della zona”, in linea con le strategie di sviluppo sostenibile e la gestione responsabile delle risorse naturali.
