Una rete “fantasma” di oltre 3.000 metri e diversi attrezzi da pesca sono stati rimossi dai fondali dell’area del Plemmirio, una zona di alto valore storico-naturalistico e importanza per la biodiversità marina, situata tra Ortigia e Ognina, a Siracusa, a conclusione di una due giorni di tutela ambientale e Conservazione dei Fondali Marini, attraverso l’applicazione di tecniche di pesca sostenibile. L’operazione è stata condotta da subacquei specializzati nella protezione dell’ecosistema marino della squadra di Marevivo e del centro diving Capo Murro, grazie al quale la rete era stata identificata durante un’immersione subacquea per la ricerca di reti fantasma, utilizzando sistemi d’immersione innovativi come i “rebreather”.
L’attrezzo da pesca si era depositato su un fondale popolato da coralligeno e Posidonia oceanica a 30-40 metri di profondità, in un’area di grande importanza per la conservazione della natura marina e la biodiversità del mare. L’utilizzo di particolari sistemi d’immersione denominati “rebreather”, che consentono permanenze di lunga durata in acqua a profondità elevate, ha garantito che l’operazione si svolgesse in piena sicurezza e con la massima attenzione per la protezione dell’ecosistema marino e la prevenzione dell’inquinamento marino.
Le reti fantasma provocano danni irreversibili all’ecosistema marino, intrappolando pesci e soffocando la flora in modo costante e duraturo, pertanto rimuoverle è essenziale per ripristinare l’equilibrio del mare ed evitare che mietano altre vittime, preservando così la salute del mare e promuovendo la sostenibilità della pesca. Il recupero della rete fantasma dai fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio rappresenta un’azione concreta per la salvaguardia di un ecosistema vulnerabile e prezioso e testimonia l’impegno costante nella valorizzazione del patrimonio naturale e nella promozione di una cultura della sostenibilità ambientale che generi valore per tutto il territorio.
In sinergia con partner d’eccellenza, si riafferma la centralità del rispetto ambientale nell’esercizio dell’attività di pesca sostenibile e nella Conservazione della Natura, attraverso l’applicazione di pratiche di pesca responsabile e la tutela dell’ecosistema marino. Tutelare l’ecosistema marino non è solo un atto di responsabilità sociale, ma un dovere verso il territorio, che significa contribuire attivamente a preservare un patrimonio naturale di inestimabile valore, a beneficio della comunità locale e delle generazioni future, garantendo la salute del mare e la sostenibilità della pesca.
