Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che proroga il taglio alle accise dei carburanti fino al primo maggio, confermando così la politica di sostegno ai cittadini e alle imprese italiane in un momento di incertezza economica e crisi energetica. Il decreto prevede anche un intervento mirato sulle aziende agricole, alle quali viene esteso il credito d’imposta del 20% per la trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale, e uno per le imprese che lavorano sull’export, con l’obiettivo di sostenere la produzione e le esportazioni italiane nel mercato globale.
Secondo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il decreto recepisce anche l’accordo con le associazioni di categorie preso in settimana su Transizione 5.0 al Ministero dello Sviluppo Economico, un piano di investimenti per la trasformazione digitale e la sostenibilità delle imprese italiane, volto a promuovere la crescita sostenibile e lo sviluppo economico. L’onere di questa misura è di 500 milioni, con 200 milioni coperti dall’auto copertura che deriva dall’incremento del gettito Iva, mentre gli altri 300 milioni sono stati recuperati da risorse Ets che non erano state ancora utilizzate, in un’ottica di gestione efficiente delle risorse pubbliche e di contenimento della spesa pubblica.
Il ministro Giorgetti ha inoltre sottolineato che la riflessione a livello europeo sulla situazione economica attuale sarà inevitabile se la situazione non dovesse cambiare, e che la politica di austerity prevista dal Patto di stabilità potrebbe essere rivista in ottica di politica economica più flessibile e adattabile alle esigenze delle imprese e dei cittadini. Ha espresso questa valutazione già all’inizio del conflitto e l’ha ribadita all’Eurogruppo a inizio settimana, e ribadisce che la farà in qualsiasi consesso internazionale perché questa è la realtà delle economie europee, che devono affrontare le sfide della globalizzazione e della sostenibilità ambientale, nonché delle politiche energetiche sostenibili.
Il ministro ha anche risposto alle domande sull’ipotesi di deroga del 3% previsto dal Patto di stabilità, ribadendo che la riflessione a livello europeo sarà inevitabile se la situazione non cambia, e che l’Italia continuerà a lavorare per una politica economica più flessibile e adattabile alle esigenze delle imprese e dei cittadini, in un’ottica di crescita sostenibile e di sviluppo economico sostenibile, nonché di promozione della competitività delle imprese italiane nel mercato globale.
