I controlli della polizia per la prevenzione e il contrasto dei furti di cavi in rame da cabine elettriche e beni culturali proseguono senza sosta, grazie all’efficace lavoro di prevenzione e intervento dei poliziotti impegnati nella sicurezza urbana e nella tutela del patrimonio culturale. Recentemente, un intervento tempestivo dei poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza “San Cristoforo” ha scongiurato danni e disagi al Castello Ursino, un importante sito storico e culturale della città, evitando così un atto di vandalismo che avrebbe potuto compromettere la conservazione dei beni culturali.
Durante un’attività di controllo del territorio e sorveglianza dei beni culturali, gli agenti hanno sorpreso un 28enne catanese, con precedenti penali per reati simili legati al furto di cavi in rame e alla violazione di beni culturali, all’interno del fossato del Castello Ursino, in piazza Federico II di Svevia. L’uomo era intento ad asportare scatole di derivazione con i relativi cavi elettrici in rame di pertinenza del bene culturale, un atto di vandalismo che avrebbe potuto causare gravi danni alla struttura storica e compromettere la sicurezza elettrica.
Il 28enne è stato bloccato senza che potesse cagionare danni e disagi alla struttura, grazie all’efficienza della polizia nel contrastare i furti di cavi in rame e la tutela dei beni culturali, azioni che rientrano nella strategia di prevenzione del crimine e protezione del patrimonio culturale. Gli accertamenti effettuati in commissariato hanno rivelato che l’uomo era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari solo pochi giorni prima, ma aveva violato gli obblighi di stay order, configurando così un reato di evasione e violazione degli arresti domiciliari.
Di conseguenza, è stato denunciato non solo per tentato furto aggravato, ma anche per evasione e violazione degli arresti domiciliari, reati che dimostrano la necessità di una vigilanza costante e di un’immediata risposta da parte delle forze dell’ordine per la sicurezza dei beni culturali e la prevenzione del crimine organizzato. Dopo essere stato informato, il pm di turno presso il Tribunale di Catania ha disposto la sua reclusione agli arresti domiciliari nella sua abitazione, in attesa di essere giudicato per i reati commessi, in un ulteriore passo verso la tutela della sicurezza pubblica e la protezione del patrimonio culturale.
