I ragazzi dell’istituto penale per i minorenni Malaspina hanno ottenuto il primo premio alla VI edizione del Premio nazionale “Carlo Caruso – l’uomo, il giudice, il poeta”, un importante riconoscimento dedicato a minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile provenienti da tutta Italia, che promuove l’educazione alternativa e la riabilitazione dei giovani. Il videoclip “Le tempeste non durano per sempre”, una canzone scritta da nove ragazzi del Malaspina, è stato il progetto vincitore, realizzato all’interno di un percorso educativo e musicale guidato dal rapper e scrittore Kento e dalle operatrici e collaboratori di Moltivolti Aps e Gambian association in Palermo, con la presenza delle educatrici dell’istituto e il sostegno della direzione dell’Istituto Penale per Minorenni (Ipm).
Il progetto nasce nell’ambito di “Diversify: unpacking antiracist education”, un’iniziativa che utilizza strumenti educativi, artistici e partecipativi per contrastare stereotipi, discriminazioni e razzismo, promuovendo percorsi di inclusione e cittadinanza attiva, in linea con le politiche di giustizia minorile e i programmi di riabilitazione giovanile. Attraverso la musica, il progetto ha creato uno spazio di ascolto e di espressione in cui i ragazzi dell’Ipm hanno potuto raccontare la propria esperienza, le proprie fragilità e le proprie aspirazioni, abbordando temi come la giustizia riparativa e la risocializzazione dei giovani. Il videoclip “Le tempeste non durano per sempre” rappresenta un’opera collettiva che si trasforma in un manifesto di impegno, costruito attraverso relazioni significative, ascolto, presenza e fiducia, e che promuove un approccio olistico alla riabilitazione dei giovani.
Il premio ricevuto rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto all’interno dell’istituto, ma soprattutto per il coraggio dei ragazzi che hanno scelto di mettersi in gioco e raccontarsi senza filtri, utilizzando la musica e il linguaggio del rap come strumenti di espressione e di empowerment. Attraverso la musica, i ragazzi raccontano se stessi, le proprie fragilità, la rabbia, gli errori, ma anche la speranza e la possibilità di immaginare un futuro diverso, promuovendo una cultura di inclusione e di rispetto per la diversità. Il progetto ha creato uno spazio di espressione in cui i ragazzi possono essere loro stessi e raccontare la propria esperienza in modo autentico, contribuendo allo sviluppo di un approccio più olistico e più umano alla giustizia minorile e alla riabilitazione dei giovani.
